Il crowdfunding sociale e il progetto “Survivor Sisters”

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Il crowdfunding sociale che guarda ai meno fortunati è sempre più diffuso. Oggi vi raccontiamo la storia di una bellissima campagna, a sostegno di due sorelle abusate dai genitori per circa 15 anni. Il padre è stato condannato a 48 anni di carcere e alla madre è stata data una condanna a 16 anni.

L’avvocato Helen Walsh, che conosce personalmente le vittime, è la promotrice di questo progetto. “Ho fatto quello che potevo e in moltissimi hanno riconosciuto l’importanza di sostenere questa campagna”, ha detto la professoressa Walsh.“Il crowdfunding è stato per me un modo di creare una comunità intorno a questo fatto drammatico”.

“Tutti noi abbiamo avuto la sensazione che avremmo potuto fare di più per evitarlo,” ha detto. “Molte persone in contatto con me vogliono sostenere ora questo progetto perché non sono riuscite a riconoscere che cosa stava accadendo in quel momento. Questa è un’opportunità per  mostrare il loro sostegno.”

La campagna si è resa necessaria in quanto i genitori hanno venduto la casa di famiglia per finanziare la loro difesa legale e non è quindi possibile chiedere direttamente a loro un risarcimento.

L’obiettivo di raccolta è stato fissato a 50.000 sterline che serviranno per la salute e l’istruzione delle due ragazze che, purtroppo, hanno problemi di salute piuttosto complessi.

“Non dobbiamo avere paura del fallimento”: intervista con l’economista Luciano Canova

Oggi parliamo di innovazione, tecnologia e crowdfunding  con Luciano Canova, economista ed autore di “Pop economy: #Gamification #Crowdfunding #Big Data”.

 

 

 

Cosa ti ha portato a scrivere questo libro?canova-luciano

“È un momento molto interessante per le scienze sociali. Attualmente ci sono trend nell’innovazione, anche sociale, che sono entrati a far parte della quotidianità e del nostro gergo, spesso senza che se ne conoscano gli effetti reali sulle nostre vite. L’idea era quella di fare un “manualetto” che possa portare a conoscere praticamente questi strumenti che possono davvero migliorare le nostre vite. L’obiettivo è anche quello di sdoganare la negatività con cui l’innovazione tecnologica viene salutata – perlomeno in Italia. Spesso la tecnologia è vista come qualcosa di negativo in sè per sè; essa è uno strumento, cosa poi se ne faccia di questo strumento è tutta un’altra faccenda”.

 

Dato che il tuo libro tratta l’argomento: hai avuto esperienze dirette nel crowdfunding?

“Ho avuto esperienza di cogestione di una campagna di crowdfunding per finanziare una collana editoriale. L’idea era di lanciare una collana di libri di narrativa che avessero a che fare con la matematica. Volevamo lanciare la campagna di crowdfunding (che venne successivamente intitolata “Gauss Party”) ed avvalerci di questo strumento non solo per raggiungere l’obiettivo monetario finale ma anche per costruire una comunità di lettori e di “azionisti” della collana. Infatti il crowdfunding è uno strumento utilissimo per progetti di natura creativa, che tradizionalmente non riescono ad accedere a linee di credito tradizionali. Se invece si interpreta il crowdfunding come panacea d’ogni male, si capisce piuttosto come in alcuni ambiti specialmente pubblici la finanza tradizionale ricopra ancora un ruolo primario”.

 

Parliamo del rapporto tra università e mondo dell’innovazione tecnologica e del crowdfunding. A volte si ha l’impressione che il mondo universitario e accademico se ne stia a “guardare” – limitandosi ad analizzare a posteriori – mentre imprese ed individui innnovano e  creano  a velocità apparentemente irraggiungibili. Insomma, a parte alcune eccezioni, pare che l’università  non riesca a tenere il passo con la capacità innovativa dell’impresa di oggi. È così secondo te? E cosa si può fare per invertire questa tendenza?

“In realtà io sono piuttosto ottimista, anche in campo accademico queste innovazioni stanno prendendo piede. L’università di Pavia, ad esempio, ha una sua piattaforma di crowdfunding per finanziare progetti di ricerca scientifica. Ci sono diverse esperienze di università ed istituzioni pubbliche che iniziano a cogliere l’importanza di questi strumenti. Poi, questo rappresenta chiaramente il “collo alto” della bottiglia, di chi cioè si pone alla frontiera di questi cambiamenti. C’è tutto un mondo inerziale che è ancora rigido  ed insensibile a questi cambiamenti; ma non credo sia un problema unicamente dell’accademia; è come se il Paese fosse spaccato a metà, tra un Paese che abbraccia questi cambiamenti e un Paese che resiste. E sul come abbattere questa inerzia…sicuramente è uno dei temi più affascinanti degli ultimi anni dal punto di vista della ricerca in campo sociale. Io credo che sussista un elemento culturale radicato profondamente che rende difficile il cambiamento, oltre ad una peculiare tendenza della popolazione italiana a deresponsabilizzarsi in ambito personale…che poi si traduce inevitabilmente in una deresponsabilizzazione in ambito pubblico. La fiducia è il collante essenziale di strumenti come il crowdfunding o la sharing economy; se un paese presenta bassa fiducia, l’implementazione di queste innovazioni trova forte resistenza. Io rimango ottimista: credo sia inevitabile che il cambiamento in atto, data la potenzialità dirompente di queste tecnologie, divenga endemico”.

 

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Il crowdfunding è uno strumento strettamente legato all’imprenditorialità, dati i benefici che può apportare a nuove attività se utilizzato adeguatamente. L’Italia – e i giovani soprattutto – hanno bisogno come non mai di credere nelle proprie potenzialità e nella capacità di realizzarle. Cosa consiglieresti a chi ha qualche sogno nel cassetto ma non si è ancora deciso a “buttarsi” e, perché no, ad affidarsi al crowdfunding per la realizzazione dei propri progetti?

 “Fallimento in Italia è una parola che in Italia viene salutata con una connotazione negativa. Il fallimento è una possibilità: non deve avere l’aurea di qualcosa di improbabile o diverso da altre opzioni. Non a caso nel mondo delle startup è un’esperienza quasi inevitabile durante i primi tentativi, ed un requisito necessario per innovare ed arrivare all’idea giusta tramite una serie di iterazioni e tentativi. Non dobbiamo averne paura e viverlo come un giudizio morale”.

 

Come si evolveranno questi strumenti nel futuro?

“Sicuramente stiamo assistendo ad un’evoluzione stupefacente dei modelli di economia collaborativa come crowdfunding e sharing economy che sono destinati ad affermarsi sempre più nelle nostre vite. Dobbiamo tuttavia stare in guardia: le possibilità offerte da queste tecnologie non devono contribuire a quello che è il tarlo degli ultimi vent’anni di economia globale: l’aumento della disuguaglianza. Il rischio è che si generi una sperequazione sempre maggiori tra pochi colossi tecnologici globali e un universo di piccoli “agenti” che si arrabattano lavorando per queste piattaforme per sbarcare il lunario. Conta moltissimo il ruolo dello stato: l’intervento pubblico dev’essere maggiore di prima, così come la regolazione, per garantire che ci sia una distribuzione delle opportunità paritaria. Questo è un ambito in cui dobbiamo cercare di diventare più protagonisti come cittadini: padroni delle nostre informazioni, dei nostri dati e liberi di dire la nostra”.

Le interviste di Virgilio #1

Inizia con questa breve intervista una nuova rubrica del Mecenatino, in cui sottopianiamo ai progettisti che sono passati dalla nostra piattaforma alcune domande sulla campagna che hanno fatto sul nostro sito. I primi a risponderci sono i ragazzi della Poti Pictures che hanno concluso con successo la campagna “A tutto Cinema!” per la realizzazione di un progetto di inclusione lavorative nelle scuole di ragazzi con disabilità. Ci risponde Daniele Bonarini, regista della Poti Pictures. 

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Come siete venuti a conoscenza del crowdfunding?

Personalmente lo conoscevo ma soltanto per sentito dire, il Team di Mecenup ci ha dato tutte le info necessarie.

Secondo voi c’è abbastanza informazione sul tema o c’è ancora da lavorare?

A livello italiano e locale in particolare, c’è poca informazione! Raramente ho incontrato persone, anche giovani, che sapessero del crowdfundin. 

Quali difficoltà avete incontrato nella realizzazione del progetto?

Per la verità non troppe difficoltà, ma ci siamo dovuti impegnare molto! La difficoltà maggiore è stata quella di convertire la voglia di donare da parte di un privato o azienda nella donazione effettiva, proprio per la scarsa conoscenza di internet, dei pagamenti online e del crowdfunding. 

A chi consigliereste di utilizzare il crowdfunding?

Sicuramente a realtà che contengono, al loro interno, un accurato comparto legato alla comunicazione. E’ faticoso e a volte un dispendio di energie se non si possiede le risorse umane necessarie e competenti nella comunicazione.

Come mai avete deciso di usare Mecenup?

Ci sembrava molto in sintonia con il nostro progetto, che legasse molto con l’idea di rendere partecipi chiunque sposasse l’idea che avevamo in mente. Inoltre sostanzialmente ci piacciono le sfide e l’idea di promuovere un progetto innovativo attraverso un’altrettanto innovativa forma di fundraising ci è sembrato fin da subito un’idea fantastica!

Per la tua esperienza personale cosa ti sentiresti di consigliare? Hai qualche suggerimento per potenziali progettisti?

Indubbiamente si deve credere per primi nel progetto! E’ necessario essere coinvolti totalmente e non lasciare all’agenzia di turno tutto l’onere della raccolta fondi. Penso che alla fine la riuscita o meno di una campagna dipenda più dal valore del progetto e dalla capacità comunicativa di chi lo presenta che dalle possibilità di un’agenzia. Per quanti contatti o canali possa avera però credo che lo strumento del crowdfunding sia, in Italia, ancora in fase embroniale e faccia fatica ad emergere in un paese ancora troppo lontano dal pianeta digitale.

La Russia si prepara alle “Guerre Stellari? Per ora solo in crowdfunding!

Un gruppo di ingegneri russi ha raccolto circa 1 milione di rubli (15.000 euro) per costruire e lanciare un satellite con cui sperano di dimostrare (o smentire) l’allunaggio degli Stati Uniti effettuato nel 1969.
L’idea è quella di progettare un piccolo satellite dotato di una fotocamera ad alta risoluzione e di fotografare i siti visitati dalle missioni Apoll. Il piano è quello di chiedere “un passaggio” su un razzo russo, indiano o cinese nei prossimi 10 anni.

Questo progetto è stato avviato dal blogger e ingegnere Vitaly Egorov e promosso nella piattaforma di crowdfunding Boomstarter. Secondo The Moscow Times, Egorov lavora a Dauria Aerospace, una società privata di esplorazione dello spazio.
Dopo aver progettato il satellite, il gruppo spera di presentare la proposta nella primavera 2016 e iniziare a cercare nuovi investimenti per finanziare la missione.

Nel frattempo più di 500 persone hanno donato soldi per il progetto

Egorov ha dichiarato: “I teorici della cospirazione hanno a lungo sostenuto che la NASA ha falsificato gli sbarchi lunari. Un portavoce della Commissione Investigativa russa, Vladimir Markin, ha recentemente chiesto un’indagine sulla scomparsa della pellicola del primo sbarco sulla Luna del luglio 1969 e la supposta sparizione di rocce lunari che gli astronauti hanno portato indietro.”

Ricordiamo che la NASA ha recentemente rilasciato più di 8.000 fotografie delle missioni lunari sulla sua pagina di Flickr.

Un crowdfunding per aiutare le vittime degli incendi in California

Un gruppo di organizzazioni che lotta contro i cambiamenti climatici ha fatto partire una campagna di crowdfunding per aiutare i californiani colpiti dagli incendi e dalla siccità.

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Il Relief Fund, che hanno lanciato alla fine del mese scorso, chiede alle persone un aiuto per fornire sollievo alle comunità colpite dalla mancanza di precipitazioni degli ultimi tre anni.
“Le famiglie della California stanno già sentendo gli effetti del cambiamento climatico”, ha detto Tom Steyer, responsabile del progetto ” Il Relief Fund fornirà assistenza per le comunità in prima linea nella crisi climatica. Le loro lotte ci ricordano la nostra responsabilità morale di proteggere le nostre comunità.”

Gli incendi si sommano ad una situazione già critica: due dei più grandi e distruttivi incendi della stagione hanno bruciato rispettivamente 67.000 acri nelle contee di Sonoma e più di 71.000 acri nelle contee di Amador e Calaveras.

Il fondo di soccorso sta sostenendo due organizzazioni nella Central Valley della California, dove i rubinetti sono ormai a secco in alcune comunità., istallando serbatoi d’acqua temporanei e aiutando le persone collegando i luoghi più isolati a riserve idriche comunali.

Recenti studi hanno collegato la siccità all’aumento delle temperature. Un rapporto pubblicato a marzo 2015 ha rilevato che il riscaldamento globale ha peggiorato gli effetti della siccità della California accelerando la perdita di umidità nel suolo. Nel mese scorso un altro studio ha provato che il cambiamento climatico ha creato le condizioni che hanno aumentato il rischio di grave siccità.

Un luogo sicuro per i senzatetto grazie al crowdfunding

Dopo aver vinto la sesta edizione del concorso “Nuovo Spazio per Nuove Visioni”, James Furzer, della Spatial Design Architects, ha iniziato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per il suo progetto “Case per i senzatetto”.

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Il progetto propone una serie di moduli che si attaccano agli edifici esistenti, fornendo uno spazio sicuro per una notte di riposo per i senzatetto. James Furzer spera di cambiare il modo in cui le persone vedono i senzatetto che, nella sua Londra, sono oltre 750 ogni notte.

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L’obiettivo della campagna è 15.000 sterline, necessari per la costruzione di un prototipo. Una serie di premi, tra cui cartoline in edizione limitata e stampe sono a disposizione di coloro che donano.

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Riconoscendo che lui non può risolvere i problemi dei senza fissa dimora, l’obiettivo di Furzer è semplicemente quello di affrontare i suoi effetti immediati e generare una consapevolezza pubblica più positiva. Questa è, inoltre, un’ottima idea per tutti coloro che vorrebbero donare qualcosa ai sensatetto ma temono che il loro denaro non venga utilizzato per aiutarli direttamente.

Fare una donazione su Mecenup? Niente di più semplice!

In molti ci avete chiesto se potevamo fare un breve tutorial che spieghi come si effettuano le donazioni. Ecco qua! Poi non dite che non ve lo abbiamo detto ;)

Come potete facilmente capire entrando nella nostra piattaforma utilizziamo Paypal come sistema di pagamento, diventato con gli anni il servizio di pagamento online più diffuso nel mondo.
Come dice Mr. Paypal:

Proteggiamo gli acquisti, le vendite e i metodi di pagamento usati. Invia e ricevi denaro in Italia e all’estero. Alla tua sicurezza pensiamo noi.

Più sicuro di così! Ma ora passiamo alla vera e propria procedura.
Dopo aver scelto la campagna che volete sostenere cliccate su “SOSTIENI” (non è poi così difficile!) e selezionate la vostra ricompensa preferita.
A questo punto si aprirà una pagina in cui c’è il carrello con la ricompensa scelta e sarà neccessario, se non lo avete ancora fatto, iscriversi a Mecenup.

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Dopo esservi iscritti premete sul tasto in fondo “COMPLETA IL TUO CONTRIBUTO”.

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L’efficientissimo sistema messo a punto dai tecnici di Mecenup vi reindirizzerà a Paypal dove potrete comodamente pagare con una qualsiasi delle vostre carte di credito o prepagate. In caso non abbiate un account Paypal potete facilmente aprirlo cliccando su “Don’t have Paypal accout?”.

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Se questo post non è stato esaustivo siamo ben lieti di rispondervi! Per qualsiasi dubbio o perplessità scriveteci all’indirizzo info@mecenup.it!

Crowdfunding: le guide più cool!

Volete saperne di più sul crowdfunding? Siete dei lettori appassionati, dei critici attenti e per prendere decisioni non muovete un passo  prima di esservi documentati a sufficienza? Bene, quanto segue potrebbe fare al caso vostro!

Oggi presentiamo alcuni libri sull’universo del crowdfunding, che sono considerati da molti un passo irrinunciabile per chiunque voglia affacciarsi a questo mondo di opportunità.

 

  • Crowdfunding. Dai sogni ai soldi. Come finanziare il tuo progettodownload evitando le banche. (Flavio Troisi, Alberto giusti), 2014, Anteprima Edizioni

Questo libro, caratterizzato da scorrevolezza e semplicità ed  nel comunicare i punti di forza del crowdfunding  soprattutto da una prospettiva italiana, è una vivace, attuale e documentata analisi sul fenomeno crowdfunding.

“Come funziona questo «metodo di finanziamento collettivo» che connette passioni e risorse e può migliorare la vita di chiunque sia attivo online (professionisti, piccole e medie imprese, creativi, inventori, innovatori, organismi no profit, artisti, artigiani, enti pubblici)? Quali sono i suoi principi e le sue regole? Quali adempimenti richiede? A chi è opportuno rivolgersi? Quali sono gli errori da evitare? E quali, invece, i rischi che vale la pena correre?  Troisi e Giusti hanno scritto un manuale di grande attualità, agile e documentato, ricco di informazioni e di dati: una guida utile per chiunque non voglia rinunciare ai propri sogni e alle proprie passioni. Come scrive  Simone Perotti – autore del saggio “Adesso basta” – nella prefazione del volume, “il crowdfunding spalanca definitivamente le porte all’era delle possibilità. Reso fattibile dai social network e dalla comunicazione globale interconnessa, il crowdfunding è democratico, libero, meritocratico. Ogni progetto che nasce ha le stesse chances di qualunque altro di essere finanziato, di crescere, di realizzarsi. Purché sia sensato, sia in grado di interessare qualcuno, venga comunicato bene, trovi degli appassionati. […] Oggi, con poco denaro, qualche buona idea, facce vere che le rappresentano, nessun prestanome, nessuna società segreta, e senza commettere alcun reato, si può andare lontano”.  Interessanti e divertenti le storie di crowdfunding di successo raccontate nel libro”

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  • Il manuale del Crowdfunding. Ovvero come realizzare le tue idee grazie ai nuovi strumenti di finanziamento online (Alessandro Brunello), 2014, LSWR edizioni

Consigliato a tutti coloro che si avvicinano al crowdfunding per la prima volta; il libro elabora un’esaustiva prospettiva sul mondo del crowdfunding e sulle sue potenzialità per i progetti e idee più disparati.

“Il crowdfunding è oggi in crescita verticale in tutto il mondo e anche in Italia si moltiplicano le piattaforme e i progetti, mentre una legge all’avanguardia ha disciplinato il crowdfunding per il finanziamento delle start-up tecnologiche. Lo scopo di questo libro, il primo manuale in italiano sull’argomento, è fornire al lettore tutti gli strumenti operativi per lanciare una campagna di crowdfunding efficace e realizzare progetti di qualsiasi tipo, dal restauro di un dipinto al reportage giornalistico, dalla produzione di un film al finanziamento di una campagna elettorale.”

 

Segnaliamo, inoltre, per chi mastica inglese:

  • The Crowdfunding Bible: how to raise money for any startup, video game or  project”. Scott Steinberg, 2o12, READ.ME edizioni

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Attualmente la guida più scaricata sul portale di e-commerce Amazon, rappresenta una pietra miliare della bibliografia sul crowdfunding. Ricco di consigli preziosi, storie di successo (e non), interviste con gli autori e i progettisti delle campagne più strabilianti di sempre. Contiene inoltre guide complete su come promuovere ogni tipo di progetto, consigli su pubbliche relazione e strategie ottimali  sui social media, e su come mantenere vivo il contatto con i supporter dopo la fine del progetto. Scaricabile gratis in formatoKindle.

Il crowdfunding come democratizzazione del capitale

Dieci anni fa gli imprenditori che si trovavano di fronte sfide importanti cercavano di trasformare le loro idee in imprese con un prestito bancario convenzionale o un prestito di denaro da un amico o un parente.

Oggi il paesaggio è cambiato e si compone di moltissime start-up che si rivolgono al crowdfunding per entrare nel mondo degli affari. Questo strumento è diventato, soprattutto negli USA, il modo dominante di finanziamento delle piccole imprese ed è la naturale evoluzione dell’incontro tra mezzi di comunicazione sociali e innovazione. In poche parole, l’uso dei social media ha trasformato il modo in cui le piccole imprese possono ottenere il denaro necessario per realizzare progetti di successo.democrazia

Il crowdfunding è uno strumento incredibilmente efficace per le persone che hanno un’idea per un prodotto o un evento. Per i prodotti tangibili, sta diventando non più un’alternativa ma una necessità.

Gli analisti stimano che nei primi quattro mesi del 2015 sono stati raccolti finanziamenti per più di 34 miliardi di dollari, una somma importante e che supera di moltissimo quelli raccolti quattro anni fa nello stesso periodo (1.5 miliardi di dollari). Sono stati finanziati progetti che vanno dallo sviluppo di nuovi prodotti, a film fino ad arrivare a progetti social, iniziative, e questa è lacosa più importante, che sarebbe stato difficile o impossibile realizzare senza il crowdfunding.

Come tutti sappiamo molti imprenditori italiani si trovano in un momento particolarmente difficile per reperire fondi finalizzati a far crescere le loro aziende. La maggior parte non ha una rete di investitori facoltosi e il crowdfunding, anche se non rappresenta una panacea per tutti i mali, potrebbe aiutare molti di loro ad avere successo, sia a livello nazionale che locale.

Non ci credete? Ecco un esempio di una piccola azienda che è riuscita a tornare competitiva grazie al crowdfunding: la polacca Soul Poles, produttrice di bastoni da sci o da trekking eco-friendly. L’azienda ha raccolto 30.000 dollari in trenta giorni e raggiungere questo obiettivo gli ha permesso di produrre un nuovo prodotto senza finanziamenti esterni. “La democratizzazione del capitale che fa il crowdfunding è incredibile!” ha detto Steve Hundhammer, il CEO di Soul Poles, “questa è l’occasione ideale per tutti coloro che hanno un sogno e vogliono trasformarlo in realtà.”

Il crowdfunding per il fundraising del tuo evento

Nel 2009, Isabel Draves ha creato la L.I.S.A., un’organizzazione che aggrega artisti che utilizzano la tecnologia in modo originale nel loro lavoro. Ha iniziato ospitando una serie di incontri mensili su temi legati alla convergenza di arte e tecnologia. Il successo di questi eventi la spinse a pensare di organizzare una conferenza di un giorno intero per mostrare i lavori degli artisti e farli conoscere al grande pubblico. Per verificare la fattibilità dell’idea e per generare fondi per start-up Draves aprì una campagna su Kickstarter che ha raccolto 18.000 dollari e ha avuto circa 200 sostenitori. Dopo aver concluso la campagna con successo Isabel si è resa conto che il crowdfunding gli aveva insegnato una cosa molto importante.

 “È un po’ come un cartellone pubblicitario gratuito che ti permette di mostrare ciò che hai pensato. Ma questo non significa che non c’è ancora un sacco di lavoro da fare!”

Per Draves, il lavoro è iniziato circa un anno prima di aprire la campagna, sviluppando un programma dettagliato di quello che voleva fare per dare fiducia ai potenziali donatori.

“Hai bisogno di mostrare alle persone che cosa stanno comprando. È necessario essere preparati a produrre e realizzare precisamente quello che hanno comprato. Penso che a volte le persone sottovalutino la quantità di lavoro necessario per fare tutto questo.”

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Il fattore vincente era la chiara comprensione del suo pubblico potenziale. Conoscere il proprio pubblico è ciò che conta ed è il primo passo nello sviluppo di una campagna di successo. C’è bisogno di una strategia di contenuti, dando alle persone informazioni preziose in modo che quando è il momento di costruire un evento la vedano come una fonte di valore. Draves ha anche imparato una lezione preziosa: il tempismo è tutto. L’artista aveva programmato la sua campagna per chiudere a metà settembre 2012, il che significa che in quel periodo avrebbe dato una spinta fondamentale per le donazioni, mentre molte persone, però, erano in vacanza per il Labor Day del 5 settembre. Ha, quindi, spostato la campagna ad un mese dopo e il suo sforzo ha funzionato.

Nel 2013 Draves ha creato una seconda campagna Kickstarter, ma con una strategia diversa.

 “Ho usato Kickstarter come veicolo per la raccolta di fondi e la vendita dei biglietti, e non come un modo per capire se aveva senso o meno fare l’evento.”

Per gli eventi esistenti il crowdfunding può essere un modo efficace per finanziare un aspetto specifico.
Infine è importante ricordare che l’obiettivo monetario non può essere cambiato una volta che la campagna è iniziata, così i pianificatori hanno bisogno di capire esattamente quanti soldi servono per il loro evento. Alcuni impostano un traguardo troppo basso, altri troppo alto e, in entrambi i casi, si rischia di fallire. Se è troppo basso si può raggiungere l’obiettivo, in questo caso il rischio è creare l’evento che volevamo solo in parte, se troppo alto si rischia di non raggiungerlo.

La raccolta fondi che aiuta i greci ad uscire dalla crisi

Mentre molti di noi sono impegnati a guardare, sconcertati, come l’Europa ha abbandonato e ancora abbandona il popolo greco, alcuni hanno deciso di prendere la situazione in mano e fare qualcosa di concreto.

Interdemos (in greco “tra la gente”), un gruppo di sette intellettuali francesi chiede donazioni online attraverso la piattaforma di crowdfunding francese KissKissBankBank permettendo a tutti di finanziare progetti creativi e innovativi. Seguendo l’esempio della storica della Rivoluzione Francese Sophie Wahnich, il gruppo di sette accademici, registi e artisti, stanno invitando le persone a rompere il loro salvadanaio e finanziare la campagna.

Non sono del tutto pazzi! L’obiettivo non è di rimborsare la totalità del debito greco (320 miliardi di euro), ma di raccogliere € 300.000 entro il 6 aprile. La loro missione non è solo destinata ad avere un significato politico, ma ha conseguenze umanitarie tangibili: le offerte raccolte andranno all’iniziativa greca Solidarity4All, che mira a fornire l’accesso al cibo, istruzione e assistenza sanitaria ai i più bisognosi.
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“Il popolo greco ha votato e ha chiesto un altro tipo di vita”, ricorda Sophie Wahnich, criticando la decisione dell’Unione Europea di lasciare i greci a se stessi. Un altro membro del gruppo, la scrittrice Marie Cosnay, dice che il crowdfunding può anche essere una forma di azione politica. “Stiamo facendo questo per noi, non solo per loro. Dare i nostri soldi ai greci è anche un modo di rifiutare le politiche autoritarie della Banca Centrale Europea e offrire una soluzione alternativa a coloro che soffrono tali politiche.” E poiché manifestare non è sufficiente, “la raccolta fondi è una soluzione di sinistra” aggiunge Cosnay.

Al momento in cui scriviamo, la campagna di crowdfunding “De peuple à peuple” (“Dal popolo al popolo”) ha raccolto più di 110.000 euro.

Crowdfunding: non solo storie di successo

Il crowdfunding ha aiutato ad ottenere fondi per sequel di un film di culto e ha permesso ad un uomo di realizzare il suo sogno permettendogli di creare un lanciafiamme e metterlo nel mercato. E questo solo nell’ultima settimana.

Da questo punto di vista il crowdfunding può essere definito come la “democratizzazione della filantropia”, tutto sembra possibile, ma ci sono pro e contro, come d’altronde in tutte le attività umane.

Questo è ciò che dovete sapere prima di saltare sul carro del crowdfunding. Se seguite questo blog saprete che la premessa fondamentale è prendere un’idea, promuoverla e cercare sostenitori che vi aiutino a realizzarla. Il crowdfunding è così popolare che solo lo scorso anno è cresciuto di 5.1 miliardi di dollari.

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Uno dei problemi che maggiormente preoccupa gli esperti è la trasparenza dei progettisti. In molti stanno studiando dei principi fondamentali che tutelino gli investitori se il progetto va male, se ci sono ritardi nella realizzazione o se non viene spedito il prodotto all’estero ai sostenitori stranieri.

I donatori hanno il diritto di essere informato dell’obiettivo e dell’identità di chi promuove il progetto, devono essere sicuri che le donazioni saranno utilizzate per gli scopi per cui sono state date e devono essere certi che le informazioni sulle loro donazioni siano tutelate. A volte i progettisti fanno molte promesse ai donatori ma, una volta ricevuto il denaro, gli aggiornamenti si fermano.

Cosa funziona e cosa no? È difficile sapere esattamente che cosa funziona e cosa non funziona. Abbiamo elencato in un precedente articolo i progetti di maggior successo dell’ultimo anno ma molti altre idee falliscono e non vengono finanziate. Ci sono una serie di cose che rendono le persone propense a donare e altre che le allontanano. È ormai certo che alle persone non piace è la mancanza di connessione personale. Una seconda cosa ormai chiara è che è più difficile ottenere denaro per un progetto che ancora deve partire e che se le ruote sono già in movimento vi è un senso di appartenenza che guida le persone a donare.

Aprire una campagna di crowdfunding e restare anonimi: perché non è possibile

Recentemente abbiamo sorprendentemente ricevuto una domanda specifica sul crowdfunding: posso far partire una campagna in modo anonimo?

Capiamo il motivo della domanda. Prima di tutto, molte persone sono semplicemente stanche di essere così presenti online. Il crowdfunding è un lavoro che va fatto in pubblico e alcuni non vogliono che i loro nomi siano legati ad un fallimento (in caso la campagna sia un insuccesso).
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Tuttavia, la capacità della folla di sostenere un progetto tramite la conoscenza del creatore è fondamentale per il successo della campagna. Se le persone non sanno chi sei, esse non possono determinare se sei, o meno, degno di ricevere il loro denaro. Certamente le persone non possono farsi un’idea precisa di chi sia l’ideatore della campagna ma meritano la possibilità di decidere se donare soldi per il vostro progetto.

Tutti devono avere la possibilità, quindi, di conoscere il creatore del progetto. È un aspetto cruciale della “filiera” del crowdfunding. Senza questo tipo di rapporto one-to-one tra sostenitori e creatori ci troveremmo di fronte ad una situazioni dove non c’è un responsabile. Se non siete disposti ad essere responsabili dei vostri progetti il crowdfunding non può esserlo per voi.

Una campagna di crowdfunding per combattere il terrorismo

anonymous_logoGli hacker di Anonymous hanno lanciato una campagna di crowdfunding per combattere l’Isis. Dopo aver diffuso una lista di 9200 account Twitter di persone considerate vicine ai terroristi jihadisti, gli attivisti di Anonymous hanno deciso di impegnarsi in prima fila nella guerra digitale all’Isis.

Arturo Di Corinto su Repubblica spiega che non tutti gli hacker sono d’accordo sulla campagna crowdfunding, ma che intanto è stata lanciata:

“Dopo questi risultati, alcuni hacker dell’operazione anti­Isis che adesso fanno gruppo a sè hanno lanciato una campagna di crowdfunding per combattere il terrorismo online. Questa escalation prosegue le operazioni avviate da Anonymous da settembre 2014 e che hanno avuto il loro culmine il 7 febbraio quando con la seconda fase dell’Operazione Is, denominata #OpIceIsis, gli Anons hanno violato migliaia di account Twitter, Facebook ed email di presunti appartenenti alla galassia islamista che tifa per il Califfato. Proseguita con la denuncia degli hacker dell’Is fino alla loro identificazione, la campagna di Anonymous ha segnato parecchi punti come la chiusura di circa un centinaio di siti di propaganda jihadista, riducendone la portata. Eppure, da quando agli attacchi contro l’Is online si sono aggiunti gli hacker di GhostSec ­ – “Noi siamo i fantasmi che avete creato” è il loro motto­ – ogni giorno succede qualcosa di nuovo sul fronte della cyberwar tra Anonynmous e Is, compresa l’individuazione degli indirizzi di un noto reclutatore per l’Is, Faisal M. del sito Invite to Islam. Ma perché tanto impegno su questo fronte? Uno degli Anonymous coinvolti nell’Operazione Is, Ghost Security, ce lo ha spiegato in chat dicendo che “i social network hanno cambiato le regole del gioco. Per loro sono terreno di reclutamento.”

L’hacker e inventore della campagna di crowdfunding ha spiegato, come riporta Repubblica, che la lotta all’Isis è appena iniziata:

“Sono americano ed è per un enorme insulto vedere terroristi stranieri usare un sito fatto in America per incitare alla violenza contro gli americani. Io però sono un cittadino del mondo. Su Internet non esiste razza, credo o religione. Esistono la solidarietà e la libertà. Internet ha permesso il libero accesso all’informazione e e ha portato progresso e cambiamento, perciò qualsiasi cosa lo rallenti e lo impedisca merita la nostra attenzione”.

Un crowdfunding per seguire la ragazza in vacanza da sola non è romantico!

Quando parliamo di crowdfunding c’è pure qualcosa che non ci piace. Utilizzando la piattaforma GoFundME, Azel Prather Jr. ha raccolto con successo abbastanza soldi per un biglietto aereo per Miami in modo da poter raggiungere la sua ragazza mentre era in vacanza con le sue amiche.

Questo è esattamente il tipo di cosa che ci è stato perversamente insegnato come “romantico” da innumerevoli film di Hollywood. “Tutti pazzi per Mary” ne è un esempio: il protagonista maschile assume un investigatore privato per rintracciare la donna che ha voluto per tredici anni. Rifiutando di lasciare andare in vacanza da sola la sua ragazza, Azel Prather Jr. è stato ampiamente apostrofato come romantico, eccentrico e commovente anche se a noi appare solo come possessivo.

azel-ball-800E’ sicuramente possibile che tutta questa storia sia solo uno stratagemma per cercare di pagare la sua vacanza, e che la sua ragazza l’abbia appoggiato. Speriamo davvero che sia questo il caso. Ma ciò non cambia il fatto che la possessività nelle relazioni romantiche è accettata e incoraggiata e molte persone sono addirittura disposte a fare donazioni per consentire ad un uomo geloso di non lasciare sola la sua ragazza.

Cinque principi chiave per lanciare una campagna di successo

Il crowdfunding è molto più di uno strumento per il lancio di un prodotto o di un business. Il suo successo si basa sulla trasparenza e sul far capire ai sostenitori che sono parte di qualcosa di grande.
Ma attenzione! Non pensate di fare soldi standovene comodamente seduti sul divano, è importante abbracciare alcuni principi per avere successo. Identificare questi valori non è difficile, ma è interessante vedere come utilizzarli a proprio vantaggio. Ecco cinque che Mecenup vi consiglia per lanciare una campagna di successo:successo

1. Conosci i tuoi mecenati! Cerca di individuare bene il pubblico a cui vuoi comunicare il lancio della campagna, trova delle ricompense adatte a loro e fai una comunicazione mirata verso coloro che già hanno interesse per il tipo di progetto che stai lanciando.

2. Scegli un traguardo realistico per la tua campagna. Anche se a volte si è tentati di cercare di finanziare cifre molto alte, ricordati che l’entusiasmo di un sostenitore nel vedere che la campagna supera il traguardo è impagabile e garantirà una credibilità maggiore.

3. Avete bisogno di un prodotto tangibile! Le persone vogliono toccare con mano quello che gli offrite, cercate di pubblicare nella pagina del progetto le foto di alcune delle ricompense.

4. Trattate ogni sostenitore come se fosse un investitore. Scandite ogni passo del vostro cammino attraverso update e notifiche che racconti i progressi della campagna. Ciò che vi renderà forti sarà la trasparenza, cercate di mantenere informati tutti i sostenitori su scadenze e novità.

5. L’impegno attivo è fondamentale. Un buono sforzo di crowdsourcing si trasforma in un evento sociale che coinvolge aggiornamenti e annunci regolari costruendo una storia. Pebble ha continuato ad annunciare nuovi obiettivi, vantaggi per il raggiungimento di tali obiettivi, i nuovi prodotti e aggiornamenti dettagliate sull’hardware prossimo. L’emozione ha guidato la campagna passato i primi giorni, riuscendo a rendere l’azienda il Kickstarter più finanziato mai.

La chiave del successo è fare in modo gli obiettivi siano chiari, il prodotto adatto al vostro pubblico e un impegno attivo verso propri sostenitori.

Un gioco da tavolo in crowdfunding per educare alla storia

Robert Batchelor, professore di storia della Georgia Southern University, stava facendo una ricerca quando si è imbattuto in un riferimento ad un’antica mappa commerciale cinese risalente al diciassettesimo secolo. La scoperta ha guadagnato molta attenzione, soprattutto tra storici e geografi, che hanno datato la mappa come la più antica mai riotrovata. Purtroppo non indicava un tesoro sepolto nell’oceano indiano ma l’idea che ha avuto è sicuramente stata preziosa e stimolante.

“Questa mappa riscrive la storia, ci racconta una storia della globalizzazione molto diversa da quella che avevamo conosciuto”, ha detto Gilbert, un altro professore coinvolto nella scoperta. “Circa un anno dopo il ritrovamento, ho pensato di fare un gioco intorno ad essa.” Gilbert e Robert hanno, quindi, iniziato a progettare il gioco, individuando 24 porti sulla mappa da utilizzare come percorsi strategici nel gioco. Fujian Trader

“Nel gioco, i giocatori assumono il ruolo di famiglie cinesi che commerciano per ottenere il miglior tasso di cambio, al fine di acquistare più porti”, ha detto Gilbert. I giocatori devono fare questo prima dell’invasione Manchu del 1644, rappresentata da un drago, ponendo fine al gioco e segnando la fine della dinastia Ming.

I due creatori stanno attualmente cercando di raccogliere 40.000 dollari su Kickstarter per produrre una prima stampa del gioco, ma hanno speranze di ottenere il gioco ad un pubblico più ampio, compresi gli educatori e storici. Finora hanno sollevato circa il 50% del loro obiettivo.
Oltre ad essere divertente da giocare, il gioco mostra il ruolo significativo che l’Asia orientale ha giocato nella globalizzazione.

Quello che questo gioco ti permette di fare è leggere una mappa del XVII secolo che approfondisce, grazie alle meccaniche, le controversie politiche dell’epoca.
Giocando si impara la geografia geografia e si ottiene un senso del luogo che permette di capire eventi globali in modo più approfondito.

I consigli di Virgilio: detrarre o dedurre? Questo è il problema!

Il crowdfunding per il nonprofit è una forma di raccolta fondi che permette a più persone di contribuire per finanziare un progetto di utilità sociale, secondo un principio di collaborazione che parte dal basso, producendo effetti positivi su una comunità e rafforzando il legame che proviamo nei confronti dell’ideatore.p044_0_01_01
Ma non è finita qui! Se il finanziamento è a favore di progetti di alcuni soggetti particolari, come A.P.S. e ONLUS, avete anche la possibilità di dedurre o detrarre fiscalmente la vostra donazione.

A questo punto vi chiederete: come fare a usufruire di questa possibilità? Semplice! Ecco cosa fare:

  1. Scegliere tra deduzione e detrazione fiscale. Se si opta per la deduzione verificate che l’organizzazione tenga delle scritture contabili riguardanti le operazioni compiute nel periodo di gestione e che rediga, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un documento illustrativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.
  1. Quando presentate la denuncia dei redditi ricordate di chiedere l’agevolazione!
  1. Non scordatevi di conservare la documentazione che dimostri di aver effettivamente donato!

Per maggiori chiarimenti e informazioni scriveteci all’indirizzo virgilio@mecenup.it

Buona donazione a tutti!

Crowdfunding e videogiochi: i 5 più finanziati

C’era una volta un tempo in cui gli unici due modi per ottenere i fondi necessari per produrre un videogioco erano o tirare fuori i propri soldi, se si lavorava come sviluppatori indipendenti, o avere una grande casa editrice alle spalle.
Tutto questo è cambiato l’8 febbraio 2012, quando Tim Schafer (la mente dietro a classici come Monkey Island e Full Throttle), e la sua società Double Fine Productions hanno avviato una campagna Kickstarter con un obiettivo iniziale di 400.000 dollari. Nel giro di un mese hanno raccolto 3,3 milioni di dollari, dando il via ad una nuova era di videogiochi finanziati in crowdfunding.
Quali progetti hanno avuto più successo tra i videogiocatori (e i loro portafogli!)? Eccovi i cinque videogiochi più finanziati di sempre.

1. Star Citizen. Sorprendentemente ha raccolto più soldi di tutti i successive 4 messi insieme: 72,6 milioni dollari! Questo non è solo il videogioco più finanziato di tutti i tempi ma il progetto di crowdfunding in assoluto più reminerative, entrando di diritto nel Guinness dei Primati.

2. Shroud of The Avatar: Forsaken Virtues. Il gioco di ruolo (RPG) di Richard Garriot ha più che raddoppiato il suo originale obiettivo di 1 milione di dollari, raggiungendo 5.4 milioni.

3. Project cars. Unico in questo elenco, Project Cars non ha utilizzato Kickstarter come piattaforma di crowdfunding ma un sito proprietario, raccogliendo in tre anni un totale di 5 milioni di dollari.
Gli sviluppatori sostengono che Project Cars sia il gioco di corse più autentico, bello, intenso e tecnicamente avanzato del pianeta. Non vediamo l’ora di provarlo!

4. Torment: Tides of Numenera. Se chiedete ai fan degli RPG qual’è il loro gioco preferito di tutti i tempi, la risposta sarà probabile Planetscape: Torment. Così, quando è stata lanciata una campagna per il sequel l’obiettivo di 900.000 dollari è stato raggiunto in sei ore e la cifra finale raccolta è stata di 4.7 milioni di dollari!

5- Mighty Number 9. Potreste non avere familiarità con il nome, ma per chiunque abbia mai giocato a Mega Man il gampeplay è riconiscibilissimo! L’obiettivo di 900.000 dollari è stato raggiunto in due giorni e alla fine sono stati raccolti 4 miliori di dollari!

Il segreto del crowdfunding

CommunitySolo 30 giorni dopo il lancio di una campagna nell’agosto 2014, Cameron e David Gibbs Gengler hanno raccolto 652.000 dollari per iniziare la produzione di un lucchetto che può essere aperto e chiuso da 15 metri di distanza via Bluetooth. Ma tramite il progetto hanno ottenuto molto più dei soldi: la somma di denaro raccolta ha generato una copertura capillare sui blog tecnologici che gli hanno portato centinaia di offerte di aiuto per il marketing, la progettazione, la produzione e la distribuzione. Il lucchetto Bluetooth sarà disponibile questa primavera, e la società sta programmando una seconda campagna per sviluppare un secondo lucchetto per le biciclette.

Il 70% dei progettisti, secondo una ricerca dell’Università di Berkeley, indica il denaro solo come quarta o quinta cosa più importante. Ai primi posti ci sono i feedback dei sostenitori e il marketing costruito insieme alla community.

Prendete Daniel Haarburger, uno studente di Stanford che ha raccolto 120.000 dollari in otto giorni nel 2013 per un case tramite il quale attaccare gli smartphone al manubrio della bicicletta. Ha avuto 3.266 sostenitori, che sono diventati una community per lui importantissima. Haarburger ha trovato idee per progetti futuri, tra cui un supporto per la moto e alcune modifiche al disegno iniziare. Ha inoltre accettato la collaborazione di 30 persone che volontariamente hanno messo a sua disposizione le loro competenze nel packaging, nella vendita, nel graphic design, nel marketing e nella produzione. Anche lui sottolinea i benefici non monetari del crowdfunding. “È stato grande per me!” dice. “La gente pensa che sia tutta una questione di soldi, ma non è così! Ho trovato passione e competenze che non avrei mai scoperto senza il crowdfunding.