L’isola che c’è

Riportiamo il Teatro ad Arezzo e Arezzo a Teatro! Stagione 2015/2016 al Teatro Virginian: l'isola che c'è. Nel cuore della città.
Vincente
Questa campagna ha avuto successo raggiungendo il suo traguardo 2 anni fa
110% Funded
  • 2.200 € Raccolti
  • 2.000 € Obiettivo
  • 1 Mecenati
Tempo Rimanente

Informazioni

IL TEATRO NEL CUORE DI AREZZO

Portare il teatro ad Arezzo e soprattutto far tornare Arezzo a teatro: questa è la grande scommessa del Teatro Virginian.

Conosciuto da molti come l’antico teatrino del Circolo Artisitico, questo piccolo gioiello nel cuore del centro storico prende ora il nome dal famoso transatlantico di cui racconta Alessandro Baricco nel suo romanzo Novecento: il Virginian, appunto.

Proprio come un teatro, infatti, una nave è palcoscenico di un’infinità di storie. E far vivere un teatro in una città di provincia è davvero come attraversare l’Atlantico su un piroscafo! Noi del Virginian ci siamo imbarcati lo stesso, convinti che il mondo, e Arezzo più che mai, abbiano bisogno di nuovi spazi teatrali.

fotointernoVIRGINIAN

CHI SIAMO

L’Associazione Culturale La Filostoccola è attiva da quattro anni sul territorio aretino e nazionale. Sin dalla sua nascita affianca alle attività di compagnia teatrale l’impegno come Scuola di Recitazione, offrendo svariate tipologie di corsi a partire da un’idea di Teatro sempre incentrata sulla formazione e sull’incontro con gli allievi.

I membri della Filostoccola sono attori professionisti attivi sui più importanti palchi nazionali, pronti a condividere la loro esperienza con gli allievi e in continuo aggiornamento. Provenienti ciascuno da percorsi diversi nel mondo dello spettacolo, condividono una visione comune del Teatro: un’occasione unica di incontro profondo tra le persone, un legame intelligente e vitale tra attore e spettatore.

virginian dalla ringhiera

LA STAGIONE TEATRALE

In una città di troppe isole che – purtroppo – ancora non ci sono, la nostra invece c’è. Ecco il motivo del titolo che abbiamo scelto per la stagione teatrale 2015/2016: il nostro impegno e la nostra passione non si fermano di fronte a tante difficoltà e anche quest’anno fanno di via de’ Redi 12 un piccolo baluardo di intrattenimento e cultura.

Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari e Genova: queste sono le città da cui provengono le compagnie professionistiche che calcheranno il palco del Teatro Virginian. Come ogni anno la nostra scelta è ricaduta su realtà teatrali emergenti, che negli ultimi anni hanno meritato il favore del pubblico e della critica a livello nazionale. Una rassegna che svaria dai grandi classici come Gl’innamorati di Goldoni ai testi contemporanei e che vedrà protagonisti attori del calibro di Chiara Stoppa o Fabrizio Falco.

Oltre alla stagione di prosa ci saranno quattro serate dedicate alla comicità con il ritorno di Arezzo Chimera Cabaret, a grande richiesta dopo il successo delle scorse edizioni. Realizzata in collaborazione con il Trio Progildan, questa mini rassegna vedrà sfilare ogni serata il meglio dei cabarettisti aretini e toscani, con la partecipazione straordinaria di un big proveniente dai noti programmi televisivi dedicati al cabaret.

PERCHÉ CI SERVE IL VOSTRO AIUTO

Realizzare con successo una stagione teatrale non è semplice. Noi ci proveremo anche grazie alla disponibilità di professionisti e di compagnie che come noi credono nel valore del Teatro e che sostengono la causa del Virginian. Proprio perché condividiamo con ciascuno di loro una visione appassionata e seria del nostro lavoro, intendiamo ospitarli ad Arezzo e nel nostro teatro nel modo migliore: assicurando loro un cachet e un alloggio accogliente e impegnandoci perché possano apprezzare la bellezza e il calore della nostra città.

Ma per fare tutto questo abbiamo bisogno di voi!

Le vostre donazioni ci aiuteranno a sostenere i costi che sono necessari alla realizzazione e alla promozione di questa stagione teatrale e a offrire finalmente ad Arezzo… L’isola che c’è.

Aiutando La Filostoccola e il Teatro Virginian farete sì che questa stagione venga portata a termine con successo e ci permetterete di realizzarne altre e altre ancora.

* Per chi non volesse donare tramite PayPal (nonostante sia un metodo sicuro, veloce e gratuito) può comunque scriverci in privato all’indirizzo a.marini@hotmail.it e ci metteremo d’accordo assieme per ricevere la vostra donazione tramite bonifico, carta di credito o direttamente a mano. Ci impegneremo noi ad inserirli poi nel conteggio della campagna online. Grazie mille!

L’ISOLA CHE C’È


 

spettacolo01

All’improvviso i piani cambiano, misteriosamente. La generazione è stata attraversata, altroché se è stata attraversata. Di padre in figlio. Esiste un momento chiaro, violento, limpido, in cui ci si accorge che tutto è cambiato. Salvobuonfine (bisognerebbe anche occupare le banche) nasce da una reazione, dalla perdita, dalla morte, dall’assurda condizione disumana di necessaria lucidità, proprio quando non ci sarebbe nulla di più umano che perdersi nel dolore. Da una grande amarezza e dal tentativo di addolcirla con il pretesto di una grandiosa incazzatura.


 

spettacolo02

Chissà com’è essere malati? Malati di tumore? Un giorno me lo chiesi. E poi…

Quando i medici mi dissero che avevo pochi mesi di vita, iniziai a pensare a cosa dire ai miei amici, alle persone a me care, per un degno saluto. Poi decisi che era meglio alzarsi dal letto, era meglio stare meglio, era meglio vivere no? La malattia come passaggio. Come un viaggio in una terra lontana. Un viaggio dal quale a volte si torna indietro. Almeno per me è stato così e, come scrive Carver in una sua poesia: “…e che te ne sono grata, capisci? E te lo volevo dire”.


 

spettacolo03


 

spettacolo04

Nonostante abbia una relazione e conviva con un uomo, John − quasi trent’anni − conosce e si innamora di una donna della sua età, separata e maestra elementare. Confessa al suo compagno la sua avventura e si ritrova improvvisamente diviso tra il desiderio di realizzare una famiglia con la nuova amante e quello di mantenere la vita agiata e sicura che condivide con il compagno, un broker di successo più grande di lui di dieci anni. Sull’incapacità di scegliere si concentra tutta la pièce: non è tanto l’indecisione sull’identità sessuale a mettere in crisi John, quanto il dover scegliere tra due diversi stili di vita.


 

spettacolo05


 

spettacolo06

La storia de Gl’innamorati è un canovaccio che ormai da quasi trecento anni splendidamente precipita verso il suo ferreo e inesorabile lieto fine. La traccia offerta da Goldoni è quella canonica e quasi perfetta del vero e proprio classico: Eugenia e Fulgenzio – giovani, belli, tremendamente appassionati l’uno all’altra – desiderano sposarsi. Ma una serie di inconvenienti, capricci, incursioni e rovesci sentimentali rischia di far saltare l’agognato matrimonio. Nello stesso tempo, però, Eugenia e Fulgenzio sono più che due innamorati. Sono due luoghi, due nevrosi, due macchine di desiderio sentimentale, erotico, narcisistico. Mettono continuamente in scena se stessi e sembrano poter essere o fare qualsiasi cosa, impersonare qualsiasi atteggiamento. La riscrittura di Fabrizio Sinisi è la messinscena di una convulsa auto-rappresentazione dell’oggi: le sclerosi, i drammi, le potenze del presente.


 

spettacolo07

La storia del Teatro inglese diventa Teatro a sua volta. La vita di Shakespeare, gli aneddoti e le leggende in una folle rincorsa verso il cuore delle opere del più grande drammaturgo di tutti i tempi. Un viaggio attraverso i suoi capolavori Amleto, Enrico V, Riccardo III, Otello, Sogno di una notte di mezza estate, la Tempesta. Uno spettacolo irriverente, che esplora con intelligenza e divertimento il mondo Shakespeare.


 

spettacolo08

Don Chisciotte ci insegna che c’è solo una cosa peggiore di un fallimento: non averci nemmeno provato. Il tentativo è già una vittoria, un segno di vitalità, una risposta al bisogno e all’insoddisfazione. Don Chisciotte è un uomo diverso da tutti gli altri. È un uomo che diventa eroe nonostante la sua condizione e sfidando mille avversità. Perché ad essere Superman sono bravi tutti, ma il vero atto eroico è andare avanti senz’altro scudo se non la propria volontà.


 

spettacolo10

Fino a che punto il libertinismo ha contribuito all’emancipazione della donna, liberandola dal suo ruolo di sposa e madre e fino a che punto è stato invece uno strumento di ulteriore oppressione e asservimento alla sessualità maschile? Una storia d’amore e di finzioni, dove la raffinatezza dello stile è più importante dell’autenticità del sentimento, dove la cipria e le parrucche nascondono mostri di vuotezza, dove l’ironia è l’arma tagliente per ferire e trionfare.

 

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