Le interviste di Virgilio #1

Inizia con questa breve intervista una nuova rubrica del Mecenatino, in cui sottopianiamo ai progettisti che sono passati dalla nostra piattaforma alcune domande sulla campagna che hanno fatto sul nostro sito. I primi a risponderci sono i ragazzi della Poti Pictures che hanno concluso con successo la campagna “A tutto Cinema!” per la realizzazione di un progetto di inclusione lavorative nelle scuole di ragazzi con disabilità. Ci risponde Daniele Bonarini, regista della Poti Pictures. 

poti

Come siete venuti a conoscenza del crowdfunding?

Personalmente lo conoscevo ma soltanto per sentito dire, il Team di Mecenup ci ha dato tutte le info necessarie.

Secondo voi c’è abbastanza informazione sul tema o c’è ancora da lavorare?

A livello italiano e locale in particolare, c’è poca informazione! Raramente ho incontrato persone, anche giovani, che sapessero del crowdfundin. 

Quali difficoltà avete incontrato nella realizzazione del progetto?

Per la verità non troppe difficoltà, ma ci siamo dovuti impegnare molto! La difficoltà maggiore è stata quella di convertire la voglia di donare da parte di un privato o azienda nella donazione effettiva, proprio per la scarsa conoscenza di internet, dei pagamenti online e del crowdfunding. 

A chi consigliereste di utilizzare il crowdfunding?

Sicuramente a realtà che contengono, al loro interno, un accurato comparto legato alla comunicazione. E’ faticoso e a volte un dispendio di energie se non si possiede le risorse umane necessarie e competenti nella comunicazione.

Come mai avete deciso di usare Mecenup?

Ci sembrava molto in sintonia con il nostro progetto, che legasse molto con l’idea di rendere partecipi chiunque sposasse l’idea che avevamo in mente. Inoltre sostanzialmente ci piacciono le sfide e l’idea di promuovere un progetto innovativo attraverso un’altrettanto innovativa forma di fundraising ci è sembrato fin da subito un’idea fantastica!

Per la tua esperienza personale cosa ti sentiresti di consigliare? Hai qualche suggerimento per potenziali progettisti?

Indubbiamente si deve credere per primi nel progetto! E’ necessario essere coinvolti totalmente e non lasciare all’agenzia di turno tutto l’onere della raccolta fondi. Penso che alla fine la riuscita o meno di una campagna dipenda più dal valore del progetto e dalla capacità comunicativa di chi lo presenta che dalle possibilità di un’agenzia. Per quanti contatti o canali possa avera però credo che lo strumento del crowdfunding sia, in Italia, ancora in fase embroniale e faccia fatica ad emergere in un paese ancora troppo lontano dal pianeta digitale.

Il segreto del crowdfunding

CommunitySolo 30 giorni dopo il lancio di una campagna nell’agosto 2014, Cameron e David Gibbs Gengler hanno raccolto 652.000 dollari per iniziare la produzione di un lucchetto che può essere aperto e chiuso da 15 metri di distanza via Bluetooth. Ma tramite il progetto hanno ottenuto molto più dei soldi: la somma di denaro raccolta ha generato una copertura capillare sui blog tecnologici che gli hanno portato centinaia di offerte di aiuto per il marketing, la progettazione, la produzione e la distribuzione. Il lucchetto Bluetooth sarà disponibile questa primavera, e la società sta programmando una seconda campagna per sviluppare un secondo lucchetto per le biciclette.

Il 70% dei progettisti, secondo una ricerca dell’Università di Berkeley, indica il denaro solo come quarta o quinta cosa più importante. Ai primi posti ci sono i feedback dei sostenitori e il marketing costruito insieme alla community.

Prendete Daniel Haarburger, uno studente di Stanford che ha raccolto 120.000 dollari in otto giorni nel 2013 per un case tramite il quale attaccare gli smartphone al manubrio della bicicletta. Ha avuto 3.266 sostenitori, che sono diventati una community per lui importantissima. Haarburger ha trovato idee per progetti futuri, tra cui un supporto per la moto e alcune modifiche al disegno iniziare. Ha inoltre accettato la collaborazione di 30 persone che volontariamente hanno messo a sua disposizione le loro competenze nel packaging, nella vendita, nel graphic design, nel marketing e nella produzione. Anche lui sottolinea i benefici non monetari del crowdfunding. “È stato grande per me!” dice. “La gente pensa che sia tutta una questione di soldi, ma non è così! Ho trovato passione e competenze che non avrei mai scoperto senza il crowdfunding.