Il crowdfunding sociale e il progetto “Survivor Sisters”

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Il crowdfunding sociale che guarda ai meno fortunati è sempre più diffuso. Oggi vi raccontiamo la storia di una bellissima campagna, a sostegno di due sorelle abusate dai genitori per circa 15 anni. Il padre è stato condannato a 48 anni di carcere e alla madre è stata data una condanna a 16 anni.

L’avvocato Helen Walsh, che conosce personalmente le vittime, è la promotrice di questo progetto. “Ho fatto quello che potevo e in moltissimi hanno riconosciuto l’importanza di sostenere questa campagna”, ha detto la professoressa Walsh.“Il crowdfunding è stato per me un modo di creare una comunità intorno a questo fatto drammatico”.

“Tutti noi abbiamo avuto la sensazione che avremmo potuto fare di più per evitarlo,” ha detto. “Molte persone in contatto con me vogliono sostenere ora questo progetto perché non sono riuscite a riconoscere che cosa stava accadendo in quel momento. Questa è un’opportunità per  mostrare il loro sostegno.”

La campagna si è resa necessaria in quanto i genitori hanno venduto la casa di famiglia per finanziare la loro difesa legale e non è quindi possibile chiedere direttamente a loro un risarcimento.

L’obiettivo di raccolta è stato fissato a 50.000 sterline che serviranno per la salute e l’istruzione delle due ragazze che, purtroppo, hanno problemi di salute piuttosto complessi.

“Non dobbiamo avere paura del fallimento”: intervista con l’economista Luciano Canova

Oggi parliamo di innovazione, tecnologia e crowdfunding  con Luciano Canova, economista ed autore di “Pop economy: #Gamification #Crowdfunding #Big Data”.

 

 

 

Cosa ti ha portato a scrivere questo libro?canova-luciano

“È un momento molto interessante per le scienze sociali. Attualmente ci sono trend nell’innovazione, anche sociale, che sono entrati a far parte della quotidianità e del nostro gergo, spesso senza che se ne conoscano gli effetti reali sulle nostre vite. L’idea era quella di fare un “manualetto” che possa portare a conoscere praticamente questi strumenti che possono davvero migliorare le nostre vite. L’obiettivo è anche quello di sdoganare la negatività con cui l’innovazione tecnologica viene salutata – perlomeno in Italia. Spesso la tecnologia è vista come qualcosa di negativo in sè per sè; essa è uno strumento, cosa poi se ne faccia di questo strumento è tutta un’altra faccenda”.

 

Dato che il tuo libro tratta l’argomento: hai avuto esperienze dirette nel crowdfunding?

“Ho avuto esperienza di cogestione di una campagna di crowdfunding per finanziare una collana editoriale. L’idea era di lanciare una collana di libri di narrativa che avessero a che fare con la matematica. Volevamo lanciare la campagna di crowdfunding (che venne successivamente intitolata “Gauss Party”) ed avvalerci di questo strumento non solo per raggiungere l’obiettivo monetario finale ma anche per costruire una comunità di lettori e di “azionisti” della collana. Infatti il crowdfunding è uno strumento utilissimo per progetti di natura creativa, che tradizionalmente non riescono ad accedere a linee di credito tradizionali. Se invece si interpreta il crowdfunding come panacea d’ogni male, si capisce piuttosto come in alcuni ambiti specialmente pubblici la finanza tradizionale ricopra ancora un ruolo primario”.

 

Parliamo del rapporto tra università e mondo dell’innovazione tecnologica e del crowdfunding. A volte si ha l’impressione che il mondo universitario e accademico se ne stia a “guardare” – limitandosi ad analizzare a posteriori – mentre imprese ed individui innnovano e  creano  a velocità apparentemente irraggiungibili. Insomma, a parte alcune eccezioni, pare che l’università  non riesca a tenere il passo con la capacità innovativa dell’impresa di oggi. È così secondo te? E cosa si può fare per invertire questa tendenza?

“In realtà io sono piuttosto ottimista, anche in campo accademico queste innovazioni stanno prendendo piede. L’università di Pavia, ad esempio, ha una sua piattaforma di crowdfunding per finanziare progetti di ricerca scientifica. Ci sono diverse esperienze di università ed istituzioni pubbliche che iniziano a cogliere l’importanza di questi strumenti. Poi, questo rappresenta chiaramente il “collo alto” della bottiglia, di chi cioè si pone alla frontiera di questi cambiamenti. C’è tutto un mondo inerziale che è ancora rigido  ed insensibile a questi cambiamenti; ma non credo sia un problema unicamente dell’accademia; è come se il Paese fosse spaccato a metà, tra un Paese che abbraccia questi cambiamenti e un Paese che resiste. E sul come abbattere questa inerzia…sicuramente è uno dei temi più affascinanti degli ultimi anni dal punto di vista della ricerca in campo sociale. Io credo che sussista un elemento culturale radicato profondamente che rende difficile il cambiamento, oltre ad una peculiare tendenza della popolazione italiana a deresponsabilizzarsi in ambito personale…che poi si traduce inevitabilmente in una deresponsabilizzazione in ambito pubblico. La fiducia è il collante essenziale di strumenti come il crowdfunding o la sharing economy; se un paese presenta bassa fiducia, l’implementazione di queste innovazioni trova forte resistenza. Io rimango ottimista: credo sia inevitabile che il cambiamento in atto, data la potenzialità dirompente di queste tecnologie, divenga endemico”.

 

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Il crowdfunding è uno strumento strettamente legato all’imprenditorialità, dati i benefici che può apportare a nuove attività se utilizzato adeguatamente. L’Italia – e i giovani soprattutto – hanno bisogno come non mai di credere nelle proprie potenzialità e nella capacità di realizzarle. Cosa consiglieresti a chi ha qualche sogno nel cassetto ma non si è ancora deciso a “buttarsi” e, perché no, ad affidarsi al crowdfunding per la realizzazione dei propri progetti?

 “Fallimento in Italia è una parola che in Italia viene salutata con una connotazione negativa. Il fallimento è una possibilità: non deve avere l’aurea di qualcosa di improbabile o diverso da altre opzioni. Non a caso nel mondo delle startup è un’esperienza quasi inevitabile durante i primi tentativi, ed un requisito necessario per innovare ed arrivare all’idea giusta tramite una serie di iterazioni e tentativi. Non dobbiamo averne paura e viverlo come un giudizio morale”.

 

Come si evolveranno questi strumenti nel futuro?

“Sicuramente stiamo assistendo ad un’evoluzione stupefacente dei modelli di economia collaborativa come crowdfunding e sharing economy che sono destinati ad affermarsi sempre più nelle nostre vite. Dobbiamo tuttavia stare in guardia: le possibilità offerte da queste tecnologie non devono contribuire a quello che è il tarlo degli ultimi vent’anni di economia globale: l’aumento della disuguaglianza. Il rischio è che si generi una sperequazione sempre maggiori tra pochi colossi tecnologici globali e un universo di piccoli “agenti” che si arrabattano lavorando per queste piattaforme per sbarcare il lunario. Conta moltissimo il ruolo dello stato: l’intervento pubblico dev’essere maggiore di prima, così come la regolazione, per garantire che ci sia una distribuzione delle opportunità paritaria. Questo è un ambito in cui dobbiamo cercare di diventare più protagonisti come cittadini: padroni delle nostre informazioni, dei nostri dati e liberi di dire la nostra”.

Crowdfunding: le guide più cool!

Volete saperne di più sul crowdfunding? Siete dei lettori appassionati, dei critici attenti e per prendere decisioni non muovete un passo  prima di esservi documentati a sufficienza? Bene, quanto segue potrebbe fare al caso vostro!

Oggi presentiamo alcuni libri sull’universo del crowdfunding, che sono considerati da molti un passo irrinunciabile per chiunque voglia affacciarsi a questo mondo di opportunità.

 

  • Crowdfunding. Dai sogni ai soldi. Come finanziare il tuo progettodownload evitando le banche. (Flavio Troisi, Alberto giusti), 2014, Anteprima Edizioni

Questo libro, caratterizzato da scorrevolezza e semplicità ed  nel comunicare i punti di forza del crowdfunding  soprattutto da una prospettiva italiana, è una vivace, attuale e documentata analisi sul fenomeno crowdfunding.

“Come funziona questo «metodo di finanziamento collettivo» che connette passioni e risorse e può migliorare la vita di chiunque sia attivo online (professionisti, piccole e medie imprese, creativi, inventori, innovatori, organismi no profit, artisti, artigiani, enti pubblici)? Quali sono i suoi principi e le sue regole? Quali adempimenti richiede? A chi è opportuno rivolgersi? Quali sono gli errori da evitare? E quali, invece, i rischi che vale la pena correre?  Troisi e Giusti hanno scritto un manuale di grande attualità, agile e documentato, ricco di informazioni e di dati: una guida utile per chiunque non voglia rinunciare ai propri sogni e alle proprie passioni. Come scrive  Simone Perotti – autore del saggio “Adesso basta” – nella prefazione del volume, “il crowdfunding spalanca definitivamente le porte all’era delle possibilità. Reso fattibile dai social network e dalla comunicazione globale interconnessa, il crowdfunding è democratico, libero, meritocratico. Ogni progetto che nasce ha le stesse chances di qualunque altro di essere finanziato, di crescere, di realizzarsi. Purché sia sensato, sia in grado di interessare qualcuno, venga comunicato bene, trovi degli appassionati. […] Oggi, con poco denaro, qualche buona idea, facce vere che le rappresentano, nessun prestanome, nessuna società segreta, e senza commettere alcun reato, si può andare lontano”.  Interessanti e divertenti le storie di crowdfunding di successo raccontate nel libro”

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  • Il manuale del Crowdfunding. Ovvero come realizzare le tue idee grazie ai nuovi strumenti di finanziamento online (Alessandro Brunello), 2014, LSWR edizioni

Consigliato a tutti coloro che si avvicinano al crowdfunding per la prima volta; il libro elabora un’esaustiva prospettiva sul mondo del crowdfunding e sulle sue potenzialità per i progetti e idee più disparati.

“Il crowdfunding è oggi in crescita verticale in tutto il mondo e anche in Italia si moltiplicano le piattaforme e i progetti, mentre una legge all’avanguardia ha disciplinato il crowdfunding per il finanziamento delle start-up tecnologiche. Lo scopo di questo libro, il primo manuale in italiano sull’argomento, è fornire al lettore tutti gli strumenti operativi per lanciare una campagna di crowdfunding efficace e realizzare progetti di qualsiasi tipo, dal restauro di un dipinto al reportage giornalistico, dalla produzione di un film al finanziamento di una campagna elettorale.”

 

Segnaliamo, inoltre, per chi mastica inglese:

  • The Crowdfunding Bible: how to raise money for any startup, video game or  project”. Scott Steinberg, 2o12, READ.ME edizioni

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Attualmente la guida più scaricata sul portale di e-commerce Amazon, rappresenta una pietra miliare della bibliografia sul crowdfunding. Ricco di consigli preziosi, storie di successo (e non), interviste con gli autori e i progettisti delle campagne più strabilianti di sempre. Contiene inoltre guide complete su come promuovere ogni tipo di progetto, consigli su pubbliche relazione e strategie ottimali  sui social media, e su come mantenere vivo il contatto con i supporter dopo la fine del progetto. Scaricabile gratis in formatoKindle.

Il crowdfunding come democratizzazione del capitale

Dieci anni fa gli imprenditori che si trovavano di fronte sfide importanti cercavano di trasformare le loro idee in imprese con un prestito bancario convenzionale o un prestito di denaro da un amico o un parente.

Oggi il paesaggio è cambiato e si compone di moltissime start-up che si rivolgono al crowdfunding per entrare nel mondo degli affari. Questo strumento è diventato, soprattutto negli USA, il modo dominante di finanziamento delle piccole imprese ed è la naturale evoluzione dell’incontro tra mezzi di comunicazione sociali e innovazione. In poche parole, l’uso dei social media ha trasformato il modo in cui le piccole imprese possono ottenere il denaro necessario per realizzare progetti di successo.democrazia

Il crowdfunding è uno strumento incredibilmente efficace per le persone che hanno un’idea per un prodotto o un evento. Per i prodotti tangibili, sta diventando non più un’alternativa ma una necessità.

Gli analisti stimano che nei primi quattro mesi del 2015 sono stati raccolti finanziamenti per più di 34 miliardi di dollari, una somma importante e che supera di moltissimo quelli raccolti quattro anni fa nello stesso periodo (1.5 miliardi di dollari). Sono stati finanziati progetti che vanno dallo sviluppo di nuovi prodotti, a film fino ad arrivare a progetti social, iniziative, e questa è lacosa più importante, che sarebbe stato difficile o impossibile realizzare senza il crowdfunding.

Come tutti sappiamo molti imprenditori italiani si trovano in un momento particolarmente difficile per reperire fondi finalizzati a far crescere le loro aziende. La maggior parte non ha una rete di investitori facoltosi e il crowdfunding, anche se non rappresenta una panacea per tutti i mali, potrebbe aiutare molti di loro ad avere successo, sia a livello nazionale che locale.

Non ci credete? Ecco un esempio di una piccola azienda che è riuscita a tornare competitiva grazie al crowdfunding: la polacca Soul Poles, produttrice di bastoni da sci o da trekking eco-friendly. L’azienda ha raccolto 30.000 dollari in trenta giorni e raggiungere questo obiettivo gli ha permesso di produrre un nuovo prodotto senza finanziamenti esterni. “La democratizzazione del capitale che fa il crowdfunding è incredibile!” ha detto Steve Hundhammer, il CEO di Soul Poles, “questa è l’occasione ideale per tutti coloro che hanno un sogno e vogliono trasformarlo in realtà.”

Una campagna di crowdfunding per combattere il terrorismo

anonymous_logoGli hacker di Anonymous hanno lanciato una campagna di crowdfunding per combattere l’Isis. Dopo aver diffuso una lista di 9200 account Twitter di persone considerate vicine ai terroristi jihadisti, gli attivisti di Anonymous hanno deciso di impegnarsi in prima fila nella guerra digitale all’Isis.

Arturo Di Corinto su Repubblica spiega che non tutti gli hacker sono d’accordo sulla campagna crowdfunding, ma che intanto è stata lanciata:

“Dopo questi risultati, alcuni hacker dell’operazione anti­Isis che adesso fanno gruppo a sè hanno lanciato una campagna di crowdfunding per combattere il terrorismo online. Questa escalation prosegue le operazioni avviate da Anonymous da settembre 2014 e che hanno avuto il loro culmine il 7 febbraio quando con la seconda fase dell’Operazione Is, denominata #OpIceIsis, gli Anons hanno violato migliaia di account Twitter, Facebook ed email di presunti appartenenti alla galassia islamista che tifa per il Califfato. Proseguita con la denuncia degli hacker dell’Is fino alla loro identificazione, la campagna di Anonymous ha segnato parecchi punti come la chiusura di circa un centinaio di siti di propaganda jihadista, riducendone la portata. Eppure, da quando agli attacchi contro l’Is online si sono aggiunti gli hacker di GhostSec ­ – “Noi siamo i fantasmi che avete creato” è il loro motto­ – ogni giorno succede qualcosa di nuovo sul fronte della cyberwar tra Anonynmous e Is, compresa l’individuazione degli indirizzi di un noto reclutatore per l’Is, Faisal M. del sito Invite to Islam. Ma perché tanto impegno su questo fronte? Uno degli Anonymous coinvolti nell’Operazione Is, Ghost Security, ce lo ha spiegato in chat dicendo che “i social network hanno cambiato le regole del gioco. Per loro sono terreno di reclutamento.”

L’hacker e inventore della campagna di crowdfunding ha spiegato, come riporta Repubblica, che la lotta all’Isis è appena iniziata:

“Sono americano ed è per un enorme insulto vedere terroristi stranieri usare un sito fatto in America per incitare alla violenza contro gli americani. Io però sono un cittadino del mondo. Su Internet non esiste razza, credo o religione. Esistono la solidarietà e la libertà. Internet ha permesso il libero accesso all’informazione e e ha portato progresso e cambiamento, perciò qualsiasi cosa lo rallenti e lo impedisca merita la nostra attenzione”.

I consigli di Virgilio: detrarre o dedurre? Questo è il problema!

Il crowdfunding per il nonprofit è una forma di raccolta fondi che permette a più persone di contribuire per finanziare un progetto di utilità sociale, secondo un principio di collaborazione che parte dal basso, producendo effetti positivi su una comunità e rafforzando il legame che proviamo nei confronti dell’ideatore.p044_0_01_01
Ma non è finita qui! Se il finanziamento è a favore di progetti di alcuni soggetti particolari, come A.P.S. e ONLUS, avete anche la possibilità di dedurre o detrarre fiscalmente la vostra donazione.

A questo punto vi chiederete: come fare a usufruire di questa possibilità? Semplice! Ecco cosa fare:

  1. Scegliere tra deduzione e detrazione fiscale. Se si opta per la deduzione verificate che l’organizzazione tenga delle scritture contabili riguardanti le operazioni compiute nel periodo di gestione e che rediga, entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio, un documento illustrativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del periodo di gestione.
  1. Quando presentate la denuncia dei redditi ricordate di chiedere l’agevolazione!
  1. Non scordatevi di conservare la documentazione che dimostri di aver effettivamente donato!

Per maggiori chiarimenti e informazioni scriveteci all’indirizzo virgilio@mecenup.it

Buona donazione a tutti!

Crowdfunding e videogiochi: i 5 più finanziati

C’era una volta un tempo in cui gli unici due modi per ottenere i fondi necessari per produrre un videogioco erano o tirare fuori i propri soldi, se si lavorava come sviluppatori indipendenti, o avere una grande casa editrice alle spalle.
Tutto questo è cambiato l’8 febbraio 2012, quando Tim Schafer (la mente dietro a classici come Monkey Island e Full Throttle), e la sua società Double Fine Productions hanno avviato una campagna Kickstarter con un obiettivo iniziale di 400.000 dollari. Nel giro di un mese hanno raccolto 3,3 milioni di dollari, dando il via ad una nuova era di videogiochi finanziati in crowdfunding.
Quali progetti hanno avuto più successo tra i videogiocatori (e i loro portafogli!)? Eccovi i cinque videogiochi più finanziati di sempre.

1. Star Citizen. Sorprendentemente ha raccolto più soldi di tutti i successive 4 messi insieme: 72,6 milioni dollari! Questo non è solo il videogioco più finanziato di tutti i tempi ma il progetto di crowdfunding in assoluto più reminerative, entrando di diritto nel Guinness dei Primati.

2. Shroud of The Avatar: Forsaken Virtues. Il gioco di ruolo (RPG) di Richard Garriot ha più che raddoppiato il suo originale obiettivo di 1 milione di dollari, raggiungendo 5.4 milioni.

3. Project cars. Unico in questo elenco, Project Cars non ha utilizzato Kickstarter come piattaforma di crowdfunding ma un sito proprietario, raccogliendo in tre anni un totale di 5 milioni di dollari.
Gli sviluppatori sostengono che Project Cars sia il gioco di corse più autentico, bello, intenso e tecnicamente avanzato del pianeta. Non vediamo l’ora di provarlo!

4. Torment: Tides of Numenera. Se chiedete ai fan degli RPG qual’è il loro gioco preferito di tutti i tempi, la risposta sarà probabile Planetscape: Torment. Così, quando è stata lanciata una campagna per il sequel l’obiettivo di 900.000 dollari è stato raggiunto in sei ore e la cifra finale raccolta è stata di 4.7 milioni di dollari!

5- Mighty Number 9. Potreste non avere familiarità con il nome, ma per chiunque abbia mai giocato a Mega Man il gampeplay è riconiscibilissimo! L’obiettivo di 900.000 dollari è stato raggiunto in due giorni e alla fine sono stati raccolti 4 miliori di dollari!

Il crowdfunding può essere leva di sviluppo. Anche in Toscana!

VirgilioColoro che vogliono finanziare un progetto in Toscana hanno una nuova possibilità: il crowdfunding! Se siete alla ricerca di fondi, Mecenup può fare al caso vostro. L’importanza e le potenzialità di questa opportunità di raccolta fondi non può essere sottovalutata.

Oltre a fornire agli imprenditori, ai proprietari di piccole imprese e ai responsabili di progetti creativi un innovativo accesso ai fondi necessari, le piattaforme di crowdfunding offrono una serie di vantaggi ausiliari, tra cui opportunità di ricerca di mercato e di validazione del prodotto. Esse possono anche creare un primo gruppo di clienti, promotori e consumatori.

Il crowdfunding è fondamentalmente un mercato a due vie, con i progettisti da una parte e i finanziatori (a noi piace chiamarli mecenati) dall’altro. Coltivare un “ecosistema” è fondamentale per lo sviluppo di una piattaforma crowdfunding, in cui vi è un bacino di persone interessate a lanciare campagne e sufficienti donatori per finanziarle.

La sfida più grande per noi è quella di trovare progettisti che hanno familiarità con il crowdfunding o che sono disposti ad imparare come funziona.

La nostra piattaforma vuole essere un punto di incontro per tutti coloro che hanno idee per far crescere la nostra regione e offre la possibilità di lanciare campagne con ricompensa (reward model) che permette di raccogliere fondi da parte dei progettisti in cambio di una ricompensa verso coloro che hanno donato.

Seguite il nostro blog! Contattateci all’indirizzo info@mecenup.it se avete idee creative o progetti…e anche se volete semplicemente chiedere informazioni.

Cinque progetti di crowdfunding civico da imitare

Si può ormai trovare qualsiasi cosa sui siti di crowdfunding. Le banche non stanno distribuendo soldi come nei bei giorni del mondo pre-recessione (ricordate quei tempi?), così le persone si sono rivolte a siti web di crowdfunding per trasformare i propri sogni in realtà. Che si tratti di una penna che scrive in 3D o solo un insalata di patate (leggete qui per scoprire i 5 progetti più pazzi di sempre), non c’è rimasto molto là fuori che non viene finanziato in crowdfunding. Ci sono anche spazi artistici di tutto il mondo che si affidano al pubblico per essere finanziati e che senza il crowdfunding avrebbe dovuto chiudere i battenti per sempre. Ecco qua cinque dei più bei progetti di recupero di spazi urbani che hanno vinto la loro battaglia.

Chiesa di St. Luke

1. Tutti hanno bisogno d’amore… e di soldi. Bombardata durante la seconda guerra mondiale e ancora in piedi, ci si potrebbe aspettare che la Chiesa di St. Luke di Liverpool sia indistruttibile. Il luogo ha tenuto numerose mostre ed eventi nel corso degli anni, ma l’anno scorso erano necessari dei lavori straordinari per mantenerla in sicurezza. Il progetto è riuscito e i cittadini sono riusciti a raccogliere circa 20.000 sterline.

Mammal Gallery

2. Una galleria nel centro di Atlanta (Mammal Gallery) che esponeva opere di artisti indipendenti era prossima alla chiusura a causa di pavimenti ormai marci, un tetto da rifare e alcuni adeguamenti di sicurezza rimandati per troppo tempo. Diciamo che non era proprio l’ideale. La galleria ha raggiunto e superato l’obiettivo di 25.000 dollari necessari per adeguare il luogo al suo reale potenziale.

La libreria Iconoclast di Ketchum

3. “Una città non è una vera città senza una libreria. Può dirsi una città, ma senza una libreria non ha un’anima.” Neil Gaiman non avrebbe potuto esprimere meglio il concetto. La libreria Iconoclast di Ketchum (Idaho) aveva servito la comunità per oltre 20 anni, ma, con un debito di circa 85.000 dollari, era di fronte allo sfratto e, quindi, alla chiusura. Un rapido giro di frusta su Indiegogo, 362 donazioni e la libreria è stata in grado di pagare i debitori e continuare a portare avanti il proprio lavoro per gli anni a venire.

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4. Erette subito dopo la seconda guerra mondiale, 156.000 case prefabbricate (pensate a una casa venduta da IKEA) sono state messe nelle periferie di tutto il Regno Unito per accogliere il ritorno degli uomini dal fronte e le loro famiglie. Oggi ne sono rimaste solo poche centinaia, e la storica Elisabeth Blanchet è riuscito a ottenerne circa 20 destinate alla demolizione…e cosa ci avrà fatto? No, non ci è andata a vivere con la sua famiglia ma le ha trasformate in un museo che doveva restare aperto solo per un week-end nel mese di settembre. Grazie ad una campagna di crowdfunding di successo, le sue porte prefabbricate sono invece ancora aperte!

Coney Island Mermaid Parade

5. Nel 2012, il devastante uragano Sandy ha fatto gravi danni in tutta la costa orientale degli Stati Uniti, lasciando solo distruzione nel suo percorso. Tra le vittime anche la Coney Island Mermaid Parade, una sfilata che da 30 anni aveva portato gli abitanti di tutti e cinque i distretti di New York in strada. Tuttavia, i finanziatori principali hanno avuto gravi danni dall’uragano e la trentunesima edizione era a rischio… ma lo spettacolo deve andare avant e i newyorkesi hanno finanziato la campagna su Kickstarter con oltre 100.000 dollari.



		

Crowdfunding: un nuovo strumento per il marketing

Tutti ormai avete sentito parlare almeno una volta di crowdfunding, strumento che ha consentito consentito a moltissimi imprenditori in erba con un’idea o passione – ma non con i soldi – di raccogliere i fondi necessari per realizzare il proprio progetto da persone interessate di tutto il mondo.

156d757Ng Chern Ann, un imprenditore di Singapore che ora vive negli Stati Uniti, ha raccolto più di 11 milioni di dollari in vari progetti di crowdfunding e probabilmente ha espresso meglio di chiunque il concetto fondamentale di questo nuovo strumento: “Se vendi un prodotto, deve essere qualcosa che qualcuno vuole. Se si tratta di un film, deve essere qualcosa che la gente vuole vedere. ”
In modo conciso ha riassunto un annoso problema affrontato dal marketing di tutto il mondo: la difficoltà di capire correttamente ciò che gli utenti vogliono. Dopo tutto, chi può vantarsi di avere sempre ragione? Eppure le aziende che investono potrebbero trovarsi rapidamente in rosso e con le scorte indesiderate di prodotti invenduti.E’ con questo spirito che le aziende sono sempre più interessate al crowdfunding, non solo per la raccolta di denaro, ma per valutare l’interesse del pubblico in prodotti nuovi. Ad esempio, Transporter, un dispositivo di storage elegante che consente agli utenti di creare il proprio cloud privato è stato finanziato con successo su Kickstarter, prima di essere lanciato come consolidato fornitore di storage.

Visto da questo punto di vista, il crowdfunding può essere pensato come un mezzo per commercializzare un nuovo prodotto con un rischio finanziario pari a zero e nel frattempo poterlo testare e raccogliere i feedback dei potenziali clienti.

Riqualificare un quartiere? Semplice! Basta una comunità unita

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                                         Steve, Kate e Mark

A chi non è mai capitato, camminando nella propria città, di sentirsi come un umarell, fermarsi davanti ad un cantiere o ad una zona degradata e dire: “Qui una volta eran tutti campi! Se invece di costruire palazzi facessero un area più vivibile non sarebbe meglio?”

Dev’essere successo proprio così anche a Steve, Kate e Mark quando, passando sotto un cavalcavia che doveva essere demolito a Liverpool, si sono chiesti se quell’area non sarebbe potuta diventare un parco urbano, un luogo vibrante pieno di vita, alberi, negozi e mostre. L’idea era semplice: prendere una struttura esistente e creare uno spazio pubblico vivo, tutto questo ad un costo inferiore rispetto alla demolizione.

Subito dopo aver presentato il progetto, sono stati letteralmente travolti dall’entusiasmo degli abitanti del quartiere, di associazioni e organizzazioni e dell’amministrazione locale, che ha prontamente accolto la proposta.

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                                     Vista dall’alto del progetto

La raccolta fondi è ancora in corso e ha già superato l’obiettivo minimo, raccogliendo, fino ad ora, 43.724 sterline.

A volte intraprendere percorsi di progettazione partecipata sembra un traguardo difficile, per le lentezze burocratiche, la difficoltà nel mettere d’accordo tante persone ma soprattutto reperire i fondi. Oggi sappiamo che quest’ultimo problema può essere superato grazie al crowdfunding. Ridare valore e dignità ai territori che sono visti come periferici, stimolare la partecipazione per recuperare un senso di comunità e valorizzare gli spazi pubblici non è impossibile!

Se avete idee o progetti di crowdfunding civico, contattateci! Saremo felici di ascoltarvi e supportarvi!

 

Crowdfunding civico? Funziona!

Forse qualcuno di voi si sta chiedendo cosa intendo per crowdfunding civico…in poche parole è un finanziamento collettivo di opere e/o progetti pubblici – troppo onerose per l’ente o l’amministrazione interessati – effettuato da cittadini, organizzazioni e società private, talvolta in collaborazione con le amministrazioni stesse.

Paesi come gli Stati Uniti, la Francia e la Germania hanno già utilizzato ampiamente questo innovativo mezzo di finanziamento ma non pensate che il Bel Paese sia da meno!

Ho già parlato qui del progetto per il restauro della Cappella Pazzi di Santa Croce a Firenze, oggi vi farò scoprire un altro bellissimo progetto di restauro, questa volta nella vicina Bologna.

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Scorcio del Portico di San Luca

Si chiama “Un Passo Per San Luca” ed è stato il primo caso in Italia in cui una pubblica amministrazione, il Comune di Bologna, ha deciso di utilizzare il crowdfunding per il restauro di un bene pubblico, facendo la prima donazione di 100.000 euro e puntando al traguardo, poi largamente superato, di 300.000 euro. Tutto ciò assieme ad un Comitato istituito ad hoc e con il supporto tecnico di Ginger, una piattaforma di crowdfunding territoriale emiliano-romagnola.

Questa campagna coglie in pieno lo spirito del crowdfunding, non essendo una semplice campagna di raccolta fondi, ma un movimento di cittadinanza attiva che ha visto il coinvolgimento di numerose componenti della società bolognese. Mi auspico che anche in Toscana si possa arrivare a questa consapevolezza di “bene comune” e riuscire a promuovere un progetto che convogli le energie della società civile in un progetto che coinvolga tutti, dalle istituzioni ai cittadini.

 

Il sogno americano esiste! (anche in Toscana)

A tutti voi sarà capitato di passare almeno una volta da Firenze e sicuramente avete visitato la bellissima Piazza Santa Croce, ma forse non tutti sanno che la Cappella Pazzi della Chiesa di Santa Croce è attualmente in fase di restauro grazie ad un progetto di crowdfunding civico promosso dall’Opera di Santa Croce, in collaborazione con The Florentine e Ares Games.

Finito il 20 dicembre, il progetto ha raccolto ben 102.426 dollari e ha avuto 859 sostenitori. Questa campagna, promossa nel portare americano Kickstarter, è stata la prima di sempre che ha coinvolto un restauro.

Il livello e la natura degli interventi variano a seconda del materiale, tra pietra serena, cotto e maiolica. Oltre a pulire e sostituire elementi caduti nella loro posizione originale, il monumento riceverà un rivestimento protettivo finale per impedire un ulteriore degrado.

Per questa volta ci siamo fatti aiutare dagli americani, ma la prossima volta non ci facciamo sfuggire l’opportunità di promuovere un crowdfunding civico direttamente in Toscana!

 

 

Benvenuti su Mecenatino!

Mecenatino è il l nostro piccolo circolo di Mecenati (o se preferite chiamatelo semplicemente blog) dove potete condividere le vostre idee, leggere news, scoprire le nostre attività, i progetti e le idee dei creativi di tutta la Toscana.intrecciato

Mentre il Team di Mecenup lavora freneticamente allo sviluppo del sito web, Virgilio (lo potete ammirare qui accanto mentre lavora…meno freneticamente di noi) vi terrà compagnia qui sul blog. Vi parlerà dei nostri progressi e degli eventi ai quali parteciperemo per presentare Mecenup e sarà a vostra disposizione per qualsiasi domanda, dubbio, perplessità e chi più ne ha più ne metta!

Se avete idee, progetti o volete semplicemente saperne di più su di noi scriveteci all’indirizzo info@mecenup.it

Vi aspettiamo!